
Dall’immigrazione all’inclusione: a Salerno la testimonianza del ‘capitano’ Mamadou Kouassi
SALERNO – A tu per tu con Mamadou Kouassi. L’occasione è data dalla proiezione del film “Io Capitano”. Appuntamento fissato per mercoledì 2 aprile alle ore 18.00, presso il Centro Pastorale San Giuseppe. Seguirà la testimonianza diretta di Mamadou Kouassi, la cui storia – com’è noto – ha ispirato il film di Matteo Garrone, presentato nel settembre scorso alla 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia per il Leone d’oro, premiato con il Leone d’argento alla regia e con il David di Donatello.
Organizzato dalla Parrocchia “San Vincenzo De Paoli”, l’evento si avvale del supporto della Caritas Diocesana, del Servizio per la Pastorale Giovanile e dell’Ufficio Diocesano Migrantes. Si mira a sollecitare una riflessione comunitaria sul fenomeno della riflessione africana in Europa.
La vicenda di Kouassi Pli Adama Mamadou, classe 1983, è emblematica. Partito dalla Costa d’Avorio nel 2005 per la Libia, dopo avervi lavorato per tre anni, si imbarca da qui su un gommone con altre 69 persone per raggiungere l’Italia. E vi arriva dopo aver varcato le onde della tragedia, salvato appena dalla Guardia costiera di Lampedusa mentre il gommone affondava ed i compagni morivano. A Roma è senzatetto, poi bracciante nei campi di Puglia, Calabria e Campania, infine impegnato nel volontariato sociale a Caserta, dov’è da anni protagonista di iniziative volte all’integrazione sociale in veste di mediatore interculturale, nonché coordinatore di un progetto di inclusione del Centro Sociale “Ex Canapificio” e portavoce del Movimento dei Migranti e Rifugiati di Caserta.
(g.f.)