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Ancora sì all’Europa

Avv. Marcello Capasso –

Per diversi secoli in Europa varie nazioni si sono combattute per interessi geopolitici ed economici, con un unico risultato: milioni di morti.
Anche le due guerre mondiali combattute nel Novecento hanno avuto come teatro principale di guerra l’Europa che, però, all’indomani della fine del secondo conflitto iniziò un’opera di ricostruzione grazie all’intraprendenza, al coraggio e al sogno unitario di saggi ed umili politici: il francese Robert Schuman, il tedesco Konrad Adenauer, l’italiano Alcide De Gasperi.
Essi sono i padri fondatori dell’Unione europea. Ad accomunarli era la fede in Gesù Cristo, quella con cui seppero resistere, vincendola, la persecuzione nazifascista.
Grazie a loro l’Europa è tutt’oggi in pace; i suoi cittadini possono viaggiare liberamente, gli studenti possono partecipare a progetti comunitari come l’Erasmus, la moneta è pressoché unica, i mercati nazionali non possono praticare i dazi o politiche anti-concorrenziali e molti altri sono i vantaggi derivati da quel sogno europeista originario.
Tutto ciò tuttavia non basta. L’evolversi dello scenario geopolitico nel Duemila, a fronte delle nuove sfide lanciate dalla globalizzazione e dal neo- colonialismo, inducono ad assumere iniziative che preservino quel sogno e gli consentano ancora di tradursi in realtà. Occorre evitare che le banche dettino l’agenda politica; fare in modo che ci sia una maggiore coesione tra i popoli; implementare un piano di difesa comune che non servi unicamente al riarmo o finanche ad alimentare un’economia di guerra e che l’immigrazione sia controllata in ordine a principi di solidarietà e uguaglianza, promuovendo una dimensione di effettiva inclusione nei vari contesti sociali e territori locali del vecchio continente.
In ogni caso, l’Unione europea rappresenta un’organizzazione sovranazionale che, nonostante i suoi limiti, non ha mire espansionistiche, perché è retta da un profondo ideale di pace. Essa non può essere messa in discussione da uomini soli al comando ovvero dalle oligarchie che ne sostengono il potere, ovvero ancora da multinazionali ricchissime che perseguono logiche di sfruttamento.
L’Europa ha radici giudaico-cristiane che devono essere alimentate con l’umiltà dei suoi padri fondatori, nella consapevolezza che il loro sogno di pace può ancora oggi essere coltivato da uomini e donne di buona volontà che, aperte al dialogo e alla cooperazione internazionale, non per questo debbano essere costrette a rinunciare ai principi e ai valori in cui credono.

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